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Una stagione di passioni

 

Continua la riscoperta delle cover girl del Petronius: ora è la volta di Chiara Bettelli), che così ricorda quell’annata d’oro:



















La mia era la copertina di Natale. Il primo rigo di eyeliner e uno degli ultimi alberi da liceale-ragazzina. Solo un paio d’anni dopo ero già una liceale-mamma, con il grembiule nero che non riusciva a mascherare la gravidanza. Del resto non vi era nulla da nascondere: lo sapevano tutti.

Ma, al momento della foto di Luxardo, ero ancora proiettata in altri progetti, tra i quali una delle passioni che sarebbero state la mia professione futura: giornalista (affiancata poi da un’altra, che oggi amo intimamente). Stimolata dall’entusiasmo di Roberto Rocca Rey, mi immergevo per la prima volta nell’avventura delle inchieste - a metà strada tra le indagini poliziesche e la vita vissuta – che ci vedevano esplorare, intervistare, denunciare il mondo giovanile del consumo di droga sulle pagine del Petronius. Uscivamo sempre, da quei tunnel oscuri, felici di respirare solo l’aria – meno inquinata dell’attuale, forse o non ce lo dicevano – pulita della sera.





















Era la fine del 1965, un altro secolo. Eppure mi ritrovo, come allora, ad essere felice quando scrivo. Non più poesie (raramente), non più quelle sperimentali, sullo stile di Ginsberg e Kerouac che componevo a volte in coppia o in gara con altri compagni poeti. Mi ricordo di Carlo Vodret (chissà dove è finito, lo sapevo in Russia anni fa) e dei prati dove le nostre menti volavano sopra palazzi in costruzione, oggi già “bladerunnerizzati”.

venerdì 23 maggio 2008

 
 

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